File allegato:
Nome del file:
BENZINA.zipDimensione del file: 41 KB
PalmaRex ha scritto:
Bella lezione, bravo. Ho avuto piacere a leggere il tuo intervento.
Tutto condivisibile, però il problema a motore freddo, quindi maggiormente in inverno, non sono le temperature in camera di scoppio (che in realtà affiggono soprattutto i piccoli motori turbo) , ma sono le temperature dell'olio e degli organi meccanici, che sono fatti per avere un gioco minimo quando il motore è in temperatura, poi f
uori possono esserci -5 gradi o +40 cambia poco per il rendimento se l'olio resta in temperatura ideale.
Comunque dal 1.5 120 CV mi aspettavo qualcosa di meglio, non dico da top citycar, perchè ha sempre 120CV, ma nemmeno consumi da segmento superiore. Ha 6 marce, 120 cv, una mole non esagerata...insomma sotto 20km/l non "deve" scendere, ne con il caldo ne con il freddo
Posso dire che il 1.5 Ford a differenza di altri diesel, è meno condizionabile dallo stile di guida che si assume, consuma più o meno sempre lo stesso, sia se vai piano, sia se vai forte, da una parte è un vantaggio dall'altra un limite. Altri diesel piccoli riescono a fare anche i 30 se guidi con attenzione, ma scendere anche a 12!
Considerando come è costituita la formula del rendimento nessuno dei due ha torto. Il rendimento tiene conto del prodotto fra rendimento organico ( attriti e giochi, come nel caso detto da te della temperatura dell'olio che permette di ridurre i giochi e quindi gli attriti), rendimento termodinamico ( dovuto all'efficacia del contributo termico della carica fresca che poi si tramuta in funzione del rapporto di compressione "rc") rendimento limite ( rapporto tra lavoro limite e lavoro ideale) e infine il rendimento indicato (rapporto tra lavoro indicato e lavoro limite ), il prodotto di questi rendimenti definisce il rendimento totale. Ma qui stiamo parlando di cose avanzate. quello che interessa maggiormente ai motoristi è il coefficiente di riempimento, che studiano i casi in cui si ha la migliore condizione di sfruttamento della carica fresca. Collegati a questo ci sono i casi di studio della fluidodinamica, quindi, definizione delle geometrie dei condotti ( dove si analizzano gli effetti d'onda "a valvola chiusa e aperta " e gli effetti di inerzia funzione del motore alterno ) tutto per cercare di scoprire quali condizioni generano delle perdite di carico ( vedi la valvola a farfalla che ormai non esiste più).
Molti modificano la macchina senza conoscerne i principi. Se si cambiano le lunghezze dei condotti di aspirazione ad esempio, si cambiano le fluidodinamiche del motore creando numerosi svantaggi invece di avere un vantaggio. La rimappatura alla fine dei lavori poi è obbligatoria. Un motore alterno a regimi variabili come il nostro ci permette di avere un buon rendimento solo ad un certo numero di giri e certe condizioni termiche mantenute grazie ai sistemi idraulici interni ( impianto di lubrificazione e di raffreddamento ). Io starei a parlare per giorni di questo perché mi piace e mi piace condividere la mia passione con gente che spero condivida la mia stessa passione. Ho avuto un ottimo professore, e vi consiglio il libro di Giancarlo Ferrari, "Motori a combustione interna, ed. Capitello Torino. è estremamente tecnico ma molto preciso.
Provo ad allegare di nuovo il mio file sui consumi in Excel ma mi da errore devo capire come inserirlo nella discussione