Secondo me come al solito i meccanici fanno "terrorismo". Spiego la mia opinione.
Premetto che tutti i carburanti per poter essere messi in commercio devono rispettare caratteristiche ben precise e superare test reali per garantire la loro compatibilità con i motori progettati e commercializzati.
Non è assolutamente possibile mettere in commercio un carburante senza gli standard minimi richiesti dalle case automobilistiche.
A tal proposito i diesel devono rispettare la normativa europea EN 590 e per quanto riguarda gli inquinanti la Direttiva 2003/17/CE dove viene definita la quantità massima di zolfo.
I diesel speciali hanno un basso contenuto di zolfo, zolfo che ha potere lubrificante delle parti meccaniche come pompa gasolio e iniettori. Questi componenti non hanno una lubrificazione propria quindi vengono lubrificati dal carburante stesso.
Come controindicazione si ha però che lo zolfo durante la combustione si combina creando ossido di azoto che è
ALTAMENTE NOCIVO per il DPF installato nelle ford, oltre che a creare una maggior quantità di particolati, inquinanti e componenti acidi (ALTAMENTE CORROSIVI) come ulteriori prodotti della combustione.
Per compensare la mancanza o limitata quantità di zolfo le compagnie petrolifere aggiungono additivi lubrificanti, in certi casi non nocivi come lo zolfo, che mantengono e a volte aumentano rispetto ai diesel normali il coefficiente di lubrificazione.
Oltre agli additivi lubrificanti le case aggiungono altri additivi che hanno un altissimo potere disincrostante e che hanno lo scopo di mantenere puliti iniettori, camere di combustione e sopratutto serbatoio.
Proprio questi disincrostanti solo alla base della maggior parte dei problemi di occlusione e blocco degli iniettori accusati dagli utenti.
I diesel non sono carburanti puliti e nella maggior parte dei casi contengono quantità basse di acqua e paraffina (che si crea alle basse temperature).
L'utilizzo di diesel speciali su auto che hanno percorso molti chilometri e quindi che presentano incrostazioni e ossidi nell'impianto di iniezione funziona da "lavanda gastrica" per il motore. I materiali di risciaquo del serbatoio e dell'impianto finiscono per poi per otturare filtro carburante e iniettori causandone poi il blocco.
L'utilizzo invece di diesel speciali su auto nuove (e il loro continuo utilizzo) non ha questa controindicazione perchè proprio questi diesel continuano a mantenere l'impianto pulito ed efficiente.
Quindi secondo me è raccomandabile utilizzare o sempre diesel speciali o alternare FREQUENTEMENTE diesel speciali a diesel normali, nell'ordine dei 3/4 pieni normali 1/2 pieni di speciale per garantirsi un impianto pulito e limitare al massimo i problemi di incrostazioni e occlusioni.
Nota: dal 1 gennaio 2010 tutti i diesel in commercio nell'unione europea devono contenere un basso tasso di zolfo imposto per legge europea: la quantità attuale di zolfo fra diesel normale e diesel speciale sta convergendo e si arriverà credo nel 2012 ad avere il diesel base come i diesel speciali attuali. Stessa procedura utilizzata per la vecchia benzina rossa migrata poi in benzina verde.
La bassa quantità di zolfo fa' BENISSIMO al DPF perchè lo intasa di meno e sopratutto lo corrode di meno.
Il filtro DPF non fa altro che intrappolare il particolato espluso dalle camere di combustione del motore.
Durante la rigenerazione (chiamata anche "quinto ciclo") viene iniettato carburante che all'interno del filtro brucia, bruciando anche il particolato (facendolo diventare PM 2,5 e PM 1 ma questa è un'altra storia....).
Gli accumuli di zolfo, ossido di azoto e acidi presenti nel filtro vengono attivati dalla combustione corrodendo il filtro del DPF. Ecco perchè una bassa quantità di zolfo permette una vita più lunga del DPF.
Infatti, chi ha il 1.6, deve mettere nel conto che superati i 120/150 mila kilometri potrà avere problemi di occlusione del dpf e quindi dovrà sostituirlo.....
Lo zolfo non viene eliminato solo dai carburanti. Per i nuovi lubrificanti (intendo l'olio motore) è stata introdotta una nuova categoria oltre a quella A e B della classificazione ACEA. La categoria C (C1 , C2, C3) definisce la quantità di SAPS Sulfated Ash, Phosphorus and Sulfur ovvero basso contenuto di ceneri solfatate,fosforo, zolfo e sono stati sviluppati proprio per le auto dotate di DPF.
Sulle nostre fiesta dovremmo utilizzare oli ACEA A1/B1-C1 cioè a basso contenuto di zolfo (sarebbe meglio ancora A5/B5-C1 che garantiscono lunghi intervalli di sostituzione).
Infatti anche l'olio che trafila in camera di combustione e che viene quindi bruciato, contenendo zolfo, causa i problemi che ho spiegato in precendenza.
A tal proposito questo documento
www.atiel.org/members/pdf_files/ACEA%20Stow.pdf spiega bene la migrazione verso i carburanti e gli oli a basso contenuto di zolfo che ford ha iniziato ormai da anni e che prevede dal 2007 auto compatibili con questi oli e carburanti.